Testamento Olografo, requisiti formali, vantaggi, giurisprudenza

La Forma duttile è particolarmente apprezzata

Il testamento (art. 587 c.c.) è l’atto con il quale un soggetto dispone di tutte o parte delle proprie sostanze per il tempo in cui avrà cessato di vivere.

Il Testamento Olografo

L’articolo 601 c.c. (“Forme”) prevede come forme ordinarie il testamento olografo e il testamento pubblico, mentre il testamento per atto notarile è pubblico o segreto.

In questo contesto il testamento olografo rappresenta, nel panorama normativo moderno, una delle forme più utilizzate dagli italiani, grazie alla sua semplicità e all’assenza di particolari forme o stili di redazione obbligatori.

L’importante è però che, da tale negozio – introdotto nel 1860 in una revisione dello Statuto Albertino – si desumano chiaramente, nel complesso, le ultime volontà del testatore.

I Requisiti formali del testamento olografo

I requisiti formali del testamento olografo (art. 602 c.c.) sono tre:

  • Autografia;
  • Sottoscrizione;
  • Data;

Per quanto riguarda l’invalidità per il mancato rispetto di tali requisiti (articolo 606 c.c.), l’assenza di autografia e di sottoscrizione provoca la nullità del testamento, mentre la mancata indicazione della data prevede l’annullabilità.

Se la nullità opera in via automatica, l’annullamento invece deve essere richiesto da chiunque vi abbia interesse. Tuttavia l’azione di annullamento si prescrive in 5 anni dal giorno di esecuzione delle disposizioni testamentarie.

L’autografia

Il testatore deve redigere l’atto interamente a mano, motivo per cui è esclusa la possibilità di scrittura digitale e la redazione del testamento da parte di terzi, per ovvie esigenze di certezza e autenticità.

Proprio in tema di autografia, la Cassazione Civile sez. II (05/12/2018 n.31457) ha enunciato due importanti principi:

  • L’abitualità della grafia del testatore non rientra tra i requisiti formali ex art. 602 c.c., ma conserva valore probatorio in relazione alla riconducibilità dell’atto alla persona del de cuius;
  • Dunque è consentito l’uso dello stampatello, in quanto rappresenti l’abituale tipo di scrittura del testatore.

La data

Il testamento deve contenere l’indicazione – autografa – del giorno, del mese e dell’anno di redazione, mentre non è obbligatorio indicare il luogo.

Questo requisito è particolarmente importante in quanto dall’indicazione della data si può desumere ad esempio se il de cuius, al momento della stesura, fosse capace di intendere o di volere.

Peraltro, la Cassazione Civile  (29/10/2018 n. 27414) ha statuito l’invalidità del testamento olografo quando un terzo, durante la stesura del medesimo, aggiunga la data, facendo venire così meno il requisito dell’autografia.

Tuttavia, nella stessa sentenza si legge che se l’intervento del terzo è avvenuto in seguito alla redazione, l’atto conserva la validità ogni qual volta sia possibile individuare con certezza l’effettiva volontà del testatore.

La sottoscrizione

L’atto deve essere firmato con nome e cognome, anche se la giurisprudenza ammette la sottoscrizione con lo pseudonimo, purché da esso si possa risalire con esattezza all’identità del testatore.

In caso di assenza di sottoscrizione, l’atto è nullo.

Nel comma 2 dell’articolo 602 c.c. viene inoltre precisato che la sottoscrizione debba essere posta alla fine delle disposizioni anche se, nel caso in cui il testamento consti di più pagine, è auspicabile la firma di ognuna di essa, per evitare la possibilità di impugnazione giudiziale.

Il Testamento Olografo: Vantaggi e recente giurisprudenza

Come accennato, il testamento olografo rappresenta una forma particolarmente apprezzata per una serie di ragioni:

  • La semplicità: l’articolo 602 c.c. infatti non prevede stili di redazioni obbligatori;
  • La gratuità: non è richiesto l’intervento del notaio;
  • Non è necessaria la presenza di testimoni.

A riprova della duttilità di tale negozio, la sentenza della Cassazione n. 26791 del 2016 ha stabilito la validità del testamento olografo redatto sotto forma di lettera, purché sia individuabile la volontà del testatore e vengano rispettati i principi formali ex art. 602 c.c. (autografia, sottoscrizione e data).

Per contro, sono presenti anche degli svantaggi. Difatti l’assenza del deposito dell’atto apre al rischio di alterazione o smarrimento, ma a essi si può ovviare con semplici accorgimenti (ad esempio con l’utilizzo di una cassaforte), ferma restando la possibilità per il de cuius di ricorrere comunque a un notaio.

In tale contesto è interessante una recente sentenza del Tribunale di Ragusa (07/03/2019) secondo cui, in base all’articolo 684 c.c., la distruzione del testamento, salvo prova contraria, rappresenta la volontà del testatore di revocare la disposizione delle proprie sostanze.

Resta aperta la facoltà per il testatore, inoltre, di revocare o modificare in toto le proprie volontà (art. 679 c.c.: “Revocabilità del testamento”) senza limiti fino al proprio decesso.

Dott. Franco Fusé

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