Seguici
Pubblicità

Il Pignoramento, definizione e disciplina

La procedura, la contestazione

Nozione e disciplina

Tra le tante sgradevoli complicanze in cui si incorre quando non soddisfiamo un credito, c'è il Pignoramento.

Un creditore, a tutela del proprio credito e al soddisfacimento dello stesso, da seguito al processo di esecuzione forzata sui beni del debitore rivalendosi su di essi con atto di Pignoramento.L'esecuzione forzata, quindi l'espropriazione, avviene in forza di precetto o titolo esecutivo regolare ed esistente.

Questo può essere avviato ad esempio nel caso di non pagamento delle rate del mutuo o finanziamento non pagamento di una cartella esattoriale entro il termine di 60 giorni come da legge, etc.

È disciplinato dagli artt. 491 e successivi del Codice di Procedura Civile, secondo cui il Pignoramento consiste nell'ingiunzione che l’Ufficiale Giudiziario invia al debitore, da cui deriva l'obbligo di astensione al compimento di qualunque atto o azione ad esso connessa tale da sottrarre i beni che garantiscono il credito, pregiudicando la procedura. Il provvedimento rende inopponibili ai creditori che intervengono durante il procedimento di esecuzione forzata, qualsiasi atto di disposizione sui beni pignorati al debitore, come ad esempio la vendita o la cessione del credito.

A cosa si applica il provvedimento

Il Codice Civile all’art. 812 terzo comma definisce beni mobili tutti quelli che non sono ricompresi nel novero di beni immobili. Sono beni immobili, quindi, il suolo, le sorgenti, i corsi d’acqua, gli alberi, gli edifici e le costruzioni, anche se unite al suolo a scopo transitorio e in genere, tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo.

Quando il provvedimento riguarda i beni mobili, l’Ufficiale Giudiziario procede presentando il titolo esecutivo, cercando nella casa del debitore e nelle altre proprietà. Vanno preferiti:

  1. il denaro contante;
  2. gli oggetti preziosi;
  3. i titoli di credito;
  4. ogni altro bene che possa garantire una sicura realizzazione.

Le prime tre categorie vengono consegnati dall’Ufficiale Giudiziario al cancelliere solo nel caso in cui siano presenti altri beni. Questi verranno depositati in un pubblico deposito o affidati ad un custode.

La procedura non può essere effettuata nei giorni festivi né al di fuori dall’orario stabilito per le notificazioni dalla legge, cioè dalle 7 alle 21.

Per il Pignoramento immobiliare invece, si procede con la notifica effettuata al debitore, l'iscrizione dei beni immobili nei relativi registri immobiliari, un atto che contiene la descrizione degli immobili, l'ingiunzione con cui si ordina al debitore di astenersi al compimento di atti tali da sottrarre i beni oggetto di espropriazione a garanzia del credito. Unitamente all’immobile è possibile che siano sottoposti al provvedimento anche i beni mobili in esso contenuti, laddove alcuni di questi, per proprie caratteristiche, lo rendano necessario. A loro custodia, verrà nominato un responsabile che può essere o lo stesso debitore o, su richiesta del creditore al giudice, un terzo soggetto, salvo il caso in cui il debitore non abiti nell'immobile.

Tipico esempio di pignoramento immobiliare è il caso di mancato pagamento delle rate di mutuo ipotecario con iscrizione di ipoteca sull'immobile, a garanzia del finanziamento.

Novità introdotta dal decreto "del fare", riguarda l'impignorabilità della casa di abitazione. Questa infatti non è più soggetta ad espropriazione per mancato pagamento di cartella esattoriale per debiti complessivi di € 20.000,00 superati i quali l'immobile veniva venduto all'asta. Nel caso quindi di abitazione principale non di lusso, è possibile la sola iscrizione di ipoteca ma non anche la vendita all'asta.

Il limite di € 20.000,00 è stato comunque spostato a € 120.000,00, superato il quale sarà possibile procedere a pignoramento e conseguente vendita all'asta. Nel caso in cui il debito venisse estinto entro sei mesi dall'iscrizione dell'ipoteca, la vendita all'asta non avrà seguito.

Ulteriore novità riguarda il pagamento rateale del contribuente. Questi infatti, in caso di comprovata e grave difficoltà economica, potrà effettuare un pagamento rateale di 120 rate mensili e non più 70 come era in precedenza.

I Beni Impignorabili

Sono quelli cui fa riferimento l'art.514 del c.p.c. e cioè quelli che per credo, tradizione, valore affettivo, prevalgono sul principio secondo cui tutti i beni dovrebbero essere sottoposti a garantire il credito. Sono inoltre inclusi quelli indispensabili allo svolgimento della normale vita domestica. Quindi ad esempio sono impignorabili la fede nuziale, un crocifisso, lettere, decorazioni il frigorifero, i letti, stufe e cucine, etc.

Tra i crediti, sono impignorabili quelli richiamati dall'art 545 del c.p.c. e cioè i crediti alimentari tranne in certi casi e quelli che consistono in assegni di mantenimento, sussidi di maternità e malattia, etc.

I Beni limitatamente Impignorabili

Sono limitatamente impignorabili tutti i beni strumentali quindi indispensabili all'esercizio della professione cui deriva il sostentamento proprio e della propria famiglia. Questi infatti, possono essere pignorati per valori superiori al quinto, solo se il presunto valore di realizzo, non sia sufficiente a soddisfare il credito. Questa disposizione non è valida se l’atto viene effettuato nei confronti di una società.

Il pignoramento perde efficacia se entro novanta giorni dallo stesso non viene richiesta la vendita o l’assegnazione. Quando riguarda un bene immobile il giudice emana un'ordinanza con la quale viene disposta la cancellazione delle trascrizioni effettuati sullo stesso dai registri immobiliari.

Evitare il Pignoramento

Esiste un unico modo per evitare il provvedimento ed è quello di versare all’Ufficiale Giudiziario l’importo dovuto con l’aggiunta delle spese affinché questo venga consegnato al creditore.

I beni possono essere liberati dal pignoramento attraverso un’ordinanza del giudice che attesta la volontà del debitore di sostituire a beni e crediti sottoposti al provvedimento, con una somma in denaro tale da soddisfare il/i creditori. Alla somma vanno aggiunti interessi, spese di esecuzione e spese varie.

È necessario però che il debitore:

  1. presenti tale dichiarazione al giudice affinché questo possa emettere una sentenza valida;
  2. depositi in cancelleria, congiuntamente ad un’istanza detta di conversione, almeno un quinto (1/5) dell’importo dovuto;

A questo punto il giudice stabilisce la somma da sostituire ai beni e crediti pignorati.

La Rateizzazione

Per giustificati motivi e laddove il provvedimento riguardi beni immobili, può disporne la rateizzazione in rate mensili entro e non oltre 18 mesi. Il debitore che si avvale di tale soluzione corrisponderà, proprio per effetto della dilazione, una somma totale aumentata del tasso di interesse. Inoltre, se il debitore non effettua i pagamenti o li ritarda di oltre 15 giorni, le somme che fino a quel momento sono state versate vengono considerate come una parte dei beni pignorati e il giudice, su richiesta del creditore, procederà alla loro vendita.

In generale i beni mobili sono liberati non appena viene emessa ordinanza di sostituzione dal giudice, mentre gli immobili solo dopo che il debitore ha versato l’intera somma.

La Contestazione dell'atto

La fase che precede il pignoramento e cioè l'esistenza di un titolo esecutivo valido e di precetto in forza dei quali si da avvio alla procedura, può essere contestata entro 20 giorni al giudice del luogo in cui è stato notificato l’atto (art.617 c.p.c.).