Il lavoro a domicilio di confezionamento e assemblaggio

La ricerca su internet, opportunità o truffe?

Tipologia, caratteristiche principali e modalità di svolgimento

Bracciale fatto a manoOggi, i contratti precari la fanno da padrona e il lavoro tradizionale inteso come posto fisso è messo in discussione, così si è sempre più alla ricerca di nuove idee e forme alternative di occupazione. Ad ispirarci ci viene incontro internet e il caro amico google. Quanti di noi hanno digitato la parola lavoro? Chi cercherà qualunque tipologia di occupazione da svolgere a casa proverà certamente con Lavoro a Domicilio.

Digitando su google “Lavoro a Domicilio” tra i tanti risultati di ricerca troveremo, oltre alla definizione in senso stretto, offerte riguardanti il confezionamento e l’assemblaggio di articoli quali cinture e cinturini, collane e bigiotteria in genere, camicie, borse e borsellini, cinghiette, bomboniere, giocattoli, etc. Lo scopo di questa ricerca è dunque quello di trovare un lavoretto tale da far fruttare il tempo libero a disposizione senza vincoli di subordinazione, organizzazione, orari e condizioni contrattuali particolari e soprattutto da svolgere presso il nostro domicilio.

La tipologia di attività offerta è a basso contenuto professionale dunque, trattandosi di una mansione abbastanza semplice da svolgere, non richiede nessuna attrezzatura e lo si può eseguire in spazi ridotti nella propria abitazione e nel tempo desiderato quindi è tutto molto comodo. Il committente, cioè l’azienda committente, spedisce la merce da assemblare e una volta avvenuto il confezionamento viene rispedita dal lavoratore in azienda. Il criterio retributivo è quello del cottimo per cui si viene pagati in percentuale sulla produzione. Come ci si può aspettare i guadagni sono esigui non essendo una prestazione qualificata. In ogni caso poco male e se tutto funziona correttamente, ben venga, è comunque un modo per tenersi impegnati e mettere da parte qualche euro. In questo senso nulla da dire ma si tratta davvero di un’opportunità, o è soltanto perdita di tempo utile solo ad aumentare la nostra frustrazione di lavoratore precario, già mal pagato e insoddisfatto?

Definizione di Lavoro a Domicilio in senso stretto

La decentralizzazione è una tecnica molto utilizzata dalle aziende che esternalizzano la produzione al di fuori dei locali aziendali riducendo i costi e razionalizzando gli spazi. Nei casi più complessi, il lavoratore può essere dotato all’interno della propria abitazione di macchinari propri o dell’azienda, secondo gli accordi, svolgendo mansioni ad elevato contenuto professionale. In questo quindi, vi è un rapporto precedente tra lavoratore e imprenditore, e per qualsivoglia ragione si è deciso di far svolgere le mansioni nell’abitazione del lavoratore dunque preesiste già un rapporto diretto e fiduciario che si protrae con una logistica differente. Il lavoro a domicilio è inquadrato dalla legge e si instaura con contratto. Questo si contraddistingue dal fatto che viene svolto presso l’abitazione del lavoratore o presso locali cui questi abbia disponibilità, al di fuori comunque dei locali aziendali. Le fonti normative sono l’art. 2128 del codice civile, la Legge n. 877/1973 e la Legge n. 858/1980 art.2.

In alcuni casi può anche nascere direttamente come lavoro a domicilio: mi presento ad una azienda con la mia qualifica professionale, e compatibilmente alle reciproche esigenze e possibilità, si decide di realizzare un rapporto così strutturato; in ogni caso vi è una conoscenza diretta e un contatto continuo tra lavoratore e datore quindi, facendo tutto secondo legge è difficile incappare in truffe. Essendo il lavoratore competente e specializzato, pur essendo pagato a cottimo fisso, potrà realizzare una retribuzione al pari di quella prevista per i contratti tradizionali.

Il lavoro a domicilio prevede un vincolo di subordinazione, anche se affievolito rispetto al rapporto tradizionale, diritti e obblighi di lavoratore e datore, e una serie di adempimenti tra cui l’iscrizione del lavoratore in appositi registri istituiti presso i centri per l’impiego, l’iscrizione del datore presso l’apposito registro dei committenti, etc. Come si capisce parliamo di qualcosa che difficilmente può sfuggire al rispetto delle regole in quanto disciplinato dalla legge.

Offerte su internet e la serietà delle aziende

Per quanto riguarda i lavori che si trovano su internet, probabilmente si tratterà di mansioni a basso contenuto professionale semplici e ripetitivi in quanto si presume la poca esperienza in quel settore o comunque per quanto riguarda l’azienda, non interessa che il lavoratore ne abbia. Perché ciò? Perché se non si rispettano diciamo così gli standard aziendali di lavorazione, chi presta l’attività non viene retribuito.

Discorso principale resta quello della serietà dell’azienda committente l’attività di confezionamento. Pagano davvero? Esiste un contratto? Con un rapporto del genere è facile che l’azienda committente, com’è facile immaginare, possa approfittare di chi aderisce all’offerta. Le ragioni sono duemila. Nessun rapporto diretto, nessuna possibilità di verificare come questa tipologia venga valutata, si va quindi a scatola chiusa, con condizioni poco chiare e non definite. Spesso capita inoltre, che l’azienda faccia anticipare l’acquisto del prodotto da confezionare per cui intanto te lo vendo, poi a mio arbitrio, se la lavorazione la ritengo adeguata te lo riacquisto.

Altri casi sono il guadagno al raggiungimento di determinati volumi di produzione con materiale difficilissimo da assemblare e confezionare, sempre acquistato anticipatamente, per cui il non raggiungimento di questi livelli ci farà perdere non solo il denaro, ma anche tutto il lavoro di confezionamento svolto.

Purtroppo molte di queste aziende approfittano in quanto consapevoli che il lavoratore in primis, dando importanza secondaria a questo tipo di attività, si informerà poco o nulla sui propri diritti e in caso di problemi o controversie, facilmente lascerà correre. Questo atteggiamento è sbagliato e favorisce il proliferare di truffe incoraggiando persone senza scrupoli a sfruttare l’impegno altrui.

Conclusioni

Con questo articolo non si vuole dire che ci si imbatterà sempre in delle truffe ma il rischio è molto alto in quanto è il tipo di attività in se’ e come viene promossa che si presta facilmente ad essere utilizzata a questo scopo, proprio perché non c’è nulla di definito e tutto è molto lontano dalla reale definizione di lavoro a domicilio regolato dalla legge.

Molti sono i siti che offrono lavoro di confezionamento, tutto è descritto in modo vago e si invita a prendere contatti soltanto per email. Unica cosa chiara sembrerebbero invece le opportunità e i guadagni offerti dall’attività, con promesse ambiziose e senza rischi.

Si consiglia dunque di non lasciarsi influenzare dalla fonte diretta dell’offerta in quanto, allo scopo di attirare collaboratori, è facile si utilizzi un linguaggio accattivante e persuasivo tipico del marketing. Si consiglia invece, una volta compresa la natura dell’azienda in questione, e non sempre si riesce a questo scopo, di cercare su internet il nome dell’azienda per averne quante più informazioni possibili. A volte è proficuo utilizzare il motore di ricerca, accostando il nome dell’azienda alla parola “truffa”.

Altro consiglio è quello di cercare sui forum di discussione in cui sono trattati argomenti attinenti l’attività a domicilio di confezionamento. Sarà molto utile poter leggere discussioni e consigli di persone che già si sono imbattute in questo tipo di esperienze.

One Response

Lascia un Commento