La radicale Riforma del Processo civile italiano

Proposte per rendere il procedimento civile più veloce ed efficace

Riforma del Processo civile

Il 5 dicembre del 2019 il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge per la modifica radicale del processo civile italiano. Lo scopo principale che il legislatore si prefissa di realizzare è quello di snellire la farraginosa burocrazia delle autorità giudiziarie civili e di velocizzare i tempi di risoluzione delle controversie.

L’iter per la promulgazione è ancora lungo; infatti il disegno di legge dovrà essere approvato dal Parlamento e divenire una legge delega che conferirà al Governo i poteri per poter emanare il decreto legislativo che darà avvio definitivamente alla riforma.

Le innovazioni più significative

Le novità che si vogliono introdurre sono numerose ed alcune risultano davvero rivoluzionare.

Primo grado

La prima innovazione consiste nell’eliminazione dell’atto di citazione. Ogni procedimento civile verrà avviato mediante il ricorso. Tutto ciò dovrebbe portare ad una riduzione notevole dei tempi esistenti tra l’instaurazione del giudizio con l’iscrizione della causa a ruolo e la convocazione effettiva delle parti di fronte al giudice. Non sarà più l’organo giudicante a doversi adeguare alla citazione in giudizio stabilita dall’attore, ma saranno le parti a doversi adattare alle disponibilità dell’autorità giudiziaria che fisserà le udienze in base alla propria organizzazione.

Nel disegno di legge il legislatore ha espresso la volontà di eliminare alcune udienze (tra cui quella di precisazione delle conclusioni) che di fatto rallentano esponenzialmente i tempi procedimentali. Giova infatti ricordare che nel processo civile, a differenza di quello penale, la maggior parte della difesa si basa su quanto scritto negli atti del giudizio e non tanto sull’oralità della causa che risulta invece essere un requisito essenziale nella difesa dei diritti degli imputati.

I procedimenti sommari, quelli ordinari e quelli di fronte al giudice di pace verranno riunificati in un unico rito.

Appello

I giudizi di secondo grado verranno instaurati mediante ricorso.

Un’altra novità rivoluzionaria e che sicuramente nelle prossime settimane darà adito a numerose discussioni è l’eliminazione del cd. filtro in appello. Introdotto nel nostro ordinamento giuridico dal decreto legge del 22 giugno 2012, n. 83 e convertito nella legge del 7 agosto 202, n.134.

Il filtro in appello regolamentato dall’art. 342 c.p.c. è stato disciplinato al fine di alleggerire il lavoro delle Corti d’Appello e dei Tribunali che giudicano in secondo grado (avverso le sentenze dei giudici di pace). In termini esemplificativi il filtro permette, in base ad un giudizio prognostico, di dichiarare inammissibili tutti quei ricorsi che risultano manifestatamente infondati e che se arrivassero di fronte all’autorità giudiziaria non farebbero altro che oberare di lavoro i giudici e rallentare i tempi del procedimento.

La controversia potrà essere decisa alla prima udienza o a quella sospensiva.

Ad oggi nella maggior parte delle Corti d’Appello tra un’udienza ed un’altra possono trascorrere anche più di due anni.

È evidente la necessità di rendere il procedimento più veloce al fine di garantire una ragionevole durata del processo in conformità del disposto dell’art. 111 Cost.

Totale digitalizzazione del processo

Tra le novità più soddisfacenti rientra senz’altro quella della completa digitalizzazione del procedimento civile.

Il processo civile telematico sarà esteso a tutti i gradi di giudizio, anche ai giudici di pace e alla Corte di Cassazione. Sarà possibile effettuare notifiche via Posta Elettronica Certificata (pec) anche alle persone fisiche che sono in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata.

Tutto ciò ridurrà enormemente i tempi di attesa e le file presso i vari organi giudiziari rendendo il lavoro degli avvocati, dei cancellieri e dei magistrati più efficiente e rapido.

Accordi stragiudiziali

Nuovamente il legislatore vuole modificare la normativa già più volte ritoccata dei procedimenti deflattivi del contraddittorio. Con la riforma si vorrebbe eliminare il tentativo di conciliazione obbligatoria di fronte al giudice di pace.

Sarà inoltre escluso il ricorso obbligatorio alla mediazione assistita in materia di responsabilità sanitaria, di contratti finanziari, bancari ed assicurativi. Sarà eliminato il ricorso obbligatorio a strumenti stragiudiziali nell’ambito della circolazione stradale.

Saranno potenziati i poteri degli avvocati nello svolgimento di attività istruttorie al fine di ridurre il lavoro dei giudici.

Procedimenti esecuti

Infine nel procedimento di esecuzione ci sarà una maggiore attenzione alla leale collaborazione fra le parti e sarà maggiormente coinvolto il debitore.

Dott.ssa Giulia Mancino

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