Pignoramento Stipendio e il recupero dei crediti

Nella sua attuazione sono previsti dei limiti

In cosa consiste

Consiste nell'ingiunzione al debitore di desistere da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito, i beni che sono oggetto dell'espropriazione e i frutti di esso. Tale ingiunzione viene fatta da un Ufficiale Giudiziario, il quale redige un verbale cui risulta la descrizione dei beni oggetto del provvedimento, il loro stato di conservazione, una stima approssimativa del presunto valore di realizzo, determinata dall'intervento di un esperto stimatore scelto dall'Ufficiale Giudiziario, laddove richiesto o necessario.

Effetto principale dell'istituto, è l'inopponibilità nei confronti del creditore proponente nonché di tutti i creditori che intervengono nell'esecuzione di qualunque atto di disposizione sul bene pignorato.

Non tutti i beni sono pignorabili (fede nuziale, oggetti di culto, frigorifero, lavatrice, crediti alimentari), mentre altri lo sono soltanto parzialmente (beni strettamente legati all'esercizio di attività/professione escluse le società, per un valore non maggiore ad un quinto e qualora gli altri beni non siano sufficienti a soddisfare il debito).

E' disciplinato dagli artt. 491 e successivi, Codice di Procedura Civile al Titolo II: Dell'espropiazione forzata, Capo I: Dell'espropriazione forzata in generale, Sezione II.

Le tre fasi del processo di espropriazione

  • pignoramento: vengono sottratti i beni alla disponibilità del debitore ed assoggettati al potere dell'ufficio esecutivo;
  • liquidazione dell'attivo: questa fase consiste nel convertire i beni in somma di denaro;
  • distribuzione: le somme di denaro recuperate vengono ripartite ai vari creditori.

Pignoramento precedente Cessione in corso

In questo caso vale la seguente regola: due quinti (2/5) retribuzione o pensione - quota pignorata = importo massimo cedibile (rata prestito). Se questo è maggiore del quinto dello stipendio, allora la quota massima cedibile (rata prestitto) sarà 1/5. Da premettere che le ritenute vanno detratte dalla quota colpita dal provvedimento, in quanto il calcolo del quinto viene sempre fatto sul netto.

Differenza tra Cessione del Quinto e Pignoramento di Stipendio

Un creditore, nel chiedere l'esecuzione forzata per il soddisfacimento del proprio credito, otterrà un Pignoramento e non una Cessione. Questo vuol dire che la Cessione del Quinto è volontaria e richiede l'assenso del debitore, il primo invece esula dalla volontà del debitore, è coercitivo ed è disposto da un Giudice su richiesta del creditore che ne abbia titolo. Il provvedimento non verrà accettato, laddove questo comporti una retribuzione insufficiente al sostentamento, rimandando il debito e la relativa esecuzione ,di estinzione, ad un periodo di maggiore possibilità del creditore. Circa il funzionamento, entrambi operano con la decurtazione del quinto dalla busta paga fino all'estinzione del debito.

La legge prevede la coesistenza in busta paga delle due fattispecie, in ogni caso però, la riduzione della retribuzione netta non può essere maggiore di 2/5 (due quinti) pertanto, chi ha già in corso un pignoramento può richiedere un prestito con cessione, a patto che vengano rispettati i limiti sopra descritti (rata pignoramento + rata prestito non maggiori di 2/5).

La finanziaria 2005

Il Pignoramento dello Stipendio è la forma tipica di Pignoramento presso Terzi.

Con quest'ultimo, il debitore, nel soddisfare il proprio debito verso il creditore che procede al recupero, si rivale a sua volta nei confronti di un altro soggetto.

Regola generale: l'articolo 2 della Legge 180/50 sulla Cessione del Quinto dello Stipendio dispone l'impignorabilità e l'insequestrabilità di tutti gli stipendi (pensioni, indennità, gratifiche, sussidi, etc.).

Già da tempo, secondo varie sentenze della Corte Costituzionale (si vedano le sentenze n.89/1987 e n.878/1988) è stata abolita la regola di assoluta impignorabilità dello stipendio. Inoltre, la Finanziaria 2005, con la legge 311/04, ha equiparato le disposizioni in materia di pignorabilità degli stipendi pubblici e privati.

Dunque, vige la regola secondo cui lo stipendio, in linea generale, è impignorabile salvo alcune eccezioni e cioè:

  • per i debiti riguardanti alimenti dovuti per legge, è prevista la pignorabilità nella misura di un terzo (1/3) al netto delle ritenute;
  • per i debiti verso lo Stato, enti, imprese cui il debitore è assunto e riguarda il rapporto di lavoro, la pignorabilità è consentita nel limite di 1/5 al netto delle ritenute;
  • per i debiti tributari verso Stato, Comune, Provincie dall'impiegato o salariato, la pignorabilità è possibile entro 1/5 al netto delle ritenute;

Nei casi in cui ricorrano contemporaneamente punto 2 e 3, il provvedimento non può superare il quinto della quota totale della retribuzione, mentre se concorre anche il punto 1, questo non potrà superare la metà dello stipendio al netto di ritenute.

Da quanto sopra, il pignoramento del quinto dello stipendio dovrebbe essere possibile quindi, solo per il recupero dei debiti erariali, cui delegato alla riscossione è Equitalia; tuttavia l'art. 545, Codice di Procedura Civile precisa che

le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario di altra indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego … possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura sopra ogni altro credito.

Su ogni altro credito dunque, l'applicazione dell'istituto è prevista nella misura massima di 1/5. Una finanziaria ad esempio, potrebbe rivalersi sul quinto della retribuzione di un suo debitore.

Inoltre, sugli stipendi privati bisogna tenere conto che:

  • è il Presidente del Tribunale o un suo delegato, decidere sulla quota di retribuzione pignorabile nel caso di crediti alimentari;
  • quando concorrono due o più fattispecie, la quota pignorabile non può comunque superare la metà dello stipendio.

Il Decreto Fiscale 25 febbraio 2012 e i nuovi limiti

Novità importanti quelle introdotte dal Decreto Fiscale 2012 riguardanti semplificazioni e evasione. In materia di pignoramento dello stipendio e pensioni, la novità riguarda l'introduzione di nuovi limiti alla pignorabilità inferiori a quelli fissati dal codice civile, per debiti erariali minori o uguali a 5.000 €. In particolare, per i debiti esattoriali:

  • fino a 2.000 euro, la quota 0massima pignorabile è pari a 1/10 (un decimo) della retribuzione o pensione netta;
  • compresi tra 2.000 e 5.000 euro, la quota massima pignorabile è pari a 1/7 (un settimo);
  • superiori a 5.000 euro, la quota massima pignorabile resta quella prevista dalla legge e cioè 1/5 (un quinto).

Per tutti i debiti di altra natura (verso banche, finanziarie, terzi, etc.) la quota pignorabile limite resta pari a 1/5.

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